Il presepe napoletano affonda le sue origini nel mondo esotico, mitologico, mistico della tradizione popolare di Napoli. La sua rappresentazione simbolica proviene dalle leggende, le sue credenze, le usanze napoletane incentrate sulla Natività ed i suoi rituali. “Gli esseri umani si dividono in presepisti ed alberisti e questa è una conseguenza della suddivisione del mondo in uomini d’amore e uomini di libertà.” Luciano De Crescenzo – Cosi parlò Bellavista.
La tradizione del presepe napoletano inizia da molto lontano, da luoghi fisici come San Gregorio Armeno e ogni anno giunge misteriosamente nelle nostre case.
«Te piace ‘o presebbio ?» è il tormentone che Lucariello rivolge al figlio Tommasino in «Natale in casa Cupiello» la celebre commedia teatrale tragicomica di Eduardo De Filippo e che bene incarna la tradizione del Presepe Napoletano: il presepe artigianale, quello fatto in casa che mette in scena pastori, personaggi e significati pregnanti.
La passione per la tradizione del corallo sono state la guida per la collezione Loffredo, dove Guglielmo Ganeri ha potuto realizzare le figure ispirate al Presepe e non solo.
Genny Cervasio è un incisore di cammei originario di Torre del Greco.
Nelle sue opere, Cervasio, combina figure classiche con quelle moderne, creando così una giusta armonia. La mano dell’artista molto curata e dettagliata nelle sue opere fa sì che, chi la vede entri nel suo mondo. L’ Amore e il Sé, dal punto di vista introspettivo, sono i temi principali che raffigurano l’artista, portando le sue incisioni ad un nuovo livello di visione dell’arte contemporanea. La mostra ospita 18 opere, riguardanti una parte del percorso artistico di Cervasio.
Rappresentazione di un soggetto classico visto da una prospettiva diversa. Utilizzando le caratteristiche morfologiche del corallo, l’artista, ha fatto emergere la spalla dando dando al volto eleganza e sobrietà.
La visione fluida del genere influenza anche l’iconografia classica cattolica. La rappresentazione dell’angelo dalle fattezze maschili non rispecchia più la visione moderna delle immagini sacre, non solo, anche i testi sacri non determinano con esattezza il “sesso degli angeli”. Quindi, un angelo dalle fattezze femminili rende moderna la figura mistica rappresentata dall’artista.